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Peter Pan5 x 1000 a Peter Pan.
La tua firma è parte della cura.

Scegli di devolvere il 5 x 1000 all’Associazione Peter Pan Onlus. Con la tua firma permetterai di continuare ad accogliere nelle Case dell’associzione i bambini onco-ematologici non residenti a Roma insieme alle loro famiglie. A te non costa nulla, a loro fai un regalo grande. Grande come una Casa.

Nella tua dichiarazione dei redditi (Modello CUD, 730/1 e UNICO) firma nel riquadro dedicato alle “Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 460 del 1997)”, e riporta nell’apposito spazio il Codice Fiscale dell’Associazione Peter Pan Onlus:

97112690587

La scelta è complementare e non alternativa a quella per l’8 x 1000, e può essere effettuata anche da chi è dipendente o titolare di pensione.

A seguito della decisione del Ministero dell’Interno (2003) di introdurre la nuova Carta di Identità Elettronica, i Comuni italiani hanno dovuto affrontare la problematica di avviare e gestire il nuovo sistema di autenticazione del cittadino. Ai Comuni veniva infatti affidato il compito di emettere, distribuire e successivamente provvedere ai servizi di accessibilità connessi con il nuovo documento, sulla base di un sistema software sviluppato da una Società appaltatrice scelta da Ministero stesso.

Intorno alla metà del 2008, il Comune di Grosseto ha rilevato che il software fornito dalla Società scelta dal Ministero portava con sè numerosi difetti ma soprattutto la proprietà del codice faceva della Società stessa un pericoloso monopolista: per qualunque seppur minima modifica necessaria, occorreva rinegoziare ogni volta il contratto con la Società.

Ma non era tutto: il software fornito dall’appaltatore doveva essere senza nessun costo per i Comuni, ma la Società stessa aveva escluso dal contratto la fornitura di un particolare “plugin” per Internet Explorer, senza il quale il cittadino non avrebbe potuto accedere ai servizi. Il plugin era – ovviamente – caricato sui costi del Comune e costringeva i cittadini ad usare solo Internet Explorer come browser abilitato per potersi autenticare con la Carta d’Identità Elettronica! Inoltre, l’appaltatore aveva autonomamente deciso di non utilizzare il protocollo SSL (Secure Socket Layer), quanto piuttosto uno di sua scelta. Questa cosa avrebbe comportato l’incompatibilità delle Carte di Identità di Grosseto con quelle degli altri Comuni.

A quel punto la decisione: il dipartimento IT di Grosseto, successivamente confluito in una società municipalizzata a capitale interamente posseduto dal Comune, ha iniziato a sviluppare con successo il progetto OpenPortalGuard, una piattaforma Open Source per garantire al cittadino l’accesso ai servizi della Carta Elettronica, senza dover ricadere in formati o codici proprietari.

Il progetto OpenPortalGuard ha immediatamente riscosso un notevole successo anche in altre amministrazioni locali italiane ed estere, consentendo di fornire una piattaforma per l’autenticazione single-sign-on basata su certificati e smartcard X.509.

Ma – soprattutto – ogni cittadino potrà ora accedere con la propria Carta di Identità Elettronica da qualunque browser e sistema operativo, in piena sicurezza.

Il progetto OpenPortalGuard illustra chiaramente come il software Open Source consenta non solo risparmi economici, ma anche ampliamenti alle funzionalità del sistema verso una maggiore portata di utenti. OpenPortalGuard è stato recentemente citato come esempio e study case dall’Osservatorio Open Source della Commissione Europea (OSOR).

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Rilasciato Gnome 2.26

Oggi il team degli sviluppatori di Gnome festeggia il rilascio della nuova versione 2.26 del noto Desktop Environment per sistemi Linux. Le novità sono molteplici, dalle funzionalità avanzate di masterizzazione ala migliorata integrazione con samba, per giungere ad una profonda rivisitazione di tutto il sistema multimediale.

Vi lascio alla lettura delle Note di Rilascio del team, come sempre dettagliate e di facile lettura. Questo l’annuncio ufficiale di Vincent Untz.

ArchéTech, la società italiana certificata da Canonical quale Ubuntu Solution Provider, ha annunciato la firma dell’accordo di partnership con Virtual Bridges (Texas) e quindi da oggi è il primo rivenditore italiano delle nuove tecnologie d’avanguardia VDI di virtualizzazione su cluster Linux/Solaris.

Se andiamo a rivedere l’accordo siglato due mesi fa tra IBM, Canonical e Virtual Bridges per un’offerta congiunta di virtualizzazione Ubuntu/OCCS (Open Client Collaboration Suite) attraverso l’infrastruttura VERDE  (Virtual Enterprise Remote Desktop Environment), possiamo notare come ArchéTech si ponga effettivamente come partner centrale per tutte le aziende italiane interessate all’adozione della piattaforma offerta nell’ambito della nuova partnership.

La soluzione IBM per Ubuntu (scaricabile in una versione con licenza Lotus temporanea qui) tende a conferire al sistema operativo sponsorizzato da Canonical un’efficace e completa alternativa agli strumenti di collaborazione e produttività di Microsoft, con applicazioni quali Symphony, Sametime e Lotus-Notes. La triplice partnership IBM-Canonical-Virtual Bridges trasla questa valida combinazione su cluster virtualizzati tramite la tecnologia VDI (Virtual Desktop Infrastructure) e VERDE di Virtual Bridges.

In pratica le aziende saranno in grado, tramite un’array di server Linux/Ubuntu, di distribuire su larga scala migliaia di desktop personali virtualizzati per il loro personale. Ciascun utente avrà pertanto a disposizione il suo desktop su qualunque thin-client o PC in ogni momento e ovunque si trovi, con l’innegabile vantaggio di una riduzione dei costi, un incremento della sicurezza e della centralizzazione delle piattaforme applicative.

Come dichiarato da Virtual Bridges, ciò equivale a “lasciare i propri desktop presso i data center aziendali e accedervi attraverso connessioni sicure di rete, facile come aprire una pagina web“.

Tom Watson, ministro inglese per il Digital Engagement, ha dichiarato che l’adozione del software open source subirà un’accelerazione all’interno dei servizi pubblici, al fine di evitare la pericolosa dipendenza degli stessi da software proprietari. È quanto viene riportato oggi dalla BBC.

Nell’annunciare un piano di introduzione dell’open source e degli open-standard, il Governo inglese si è inoltre impegnato a:

  • assicurare l’uso degli formati aperti per comunicare con i cittadini e le imprese;
  • assicurare che le valutazione sull’open source saranno svolte accuratamente, soprattutto laddove le soluzioni comportino evidenti ritorni di valore per la pubblica amministrazione;
  • rafforzare le conoscenze tecniche e le capacità relative all’open source all’interno del Governo e delle imprese fornitrici;
  • sviluppare una cultura open-source di condivisione, ri-uso e sviluppo collaborativo verso le imprese fornitrici del Governo;
  • verificare che gli eventuali fornitori di software proprietario siano in grado di esporre la stessa flessibilità e interoperabilità intrinseca nei prodotti open source.

KnowledgeTree è tra le piattaforme commerciali Open Source più diffuse per la gestione centralizzata di tutta la documentazione aziendale per le PMI. Con un raffinatissimo sistema di permessi organizzati secondo la gerarchia aziendale, KnowledgeTree consente di realizzare un sistema centralizzato per lo storage e le modifiche collaborative di tutta la produzione documentale. La flessibilità del prodotto consente di gestire qualunque tipologia di documento, dal protocollo aziendale a un database fotografico, dalla gestione dei cespiti alla manualistica.

Knowledgetree è costruito attorno a una piattaforma LAMP e consente le ricerca full-text su tutta la documentazione nel repository, indipendentemente dal formato, grazie ad un’istanza di openoffice-headless in esecuzione in background e al motore di indicizzazione java-lucene.

La società ArchéTech ne ha recentemente presentato una versione per la gestione centralizzata di Manuali e Documentazione Tecnica per tutte le tipologie laddove è richiesta una conformità del processo di produzione documentale e della certificazione di qualità.

Un piccolo passo per la Hewlett Packard, che potrebbe rappresentare un passo da gigante per Ubuntu Server Edition e per Canonical: le due aziende stanno infatti lavorando per certificare Ubuntu Server su macchine HP Proliant.
Prima di far squillare le trombe occorre però subito specificare che HP non arriverà mai alla pre-installazione di Ubuntu su macchine Proliant. Piuttosto, il processo di certificazione porterà all’inclusione di Ubuntu [Server Edition] nella lista di sistemi operativi supportati da HP. Le due società stanno lavorando su un accordo di fornitura di supporto per i client HP che impiegheranno Ubuntu sui propri server.

Ripercorriamo le diverse milestone raggiunte da Canonical nel corso delle iniziative a supporto della Server Edition:

  • Lancio di Ubuntu Server Edition nel 2005, con il successivo consolidamento nel 2006 della prima versione LTS (6.06);
  • Raggiunti accordi con numerosi ISV (independent software vendors) per promuovere Ubuntu Server a LinuxWorld Expo 2008 (es: Alfresco, OpenBravo);
  • Lancio di Landscape nel 2008. Il tool di gestione consente l’amministrazione remota e l’ottimizzazione di sistemi Ubuntu;
  • Aprile 2008: accordo di partnership con Sun Microsystem per la certificazione su server Sun;
  • Dicembre 2008: accordo con IBM e Virtual Bridges per un sistema desktop virtuale da ospitare su server IBM.

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Canonical ha recentemente reso disponibili i risultati della sua recente indagine di mercato focalizzata sull’uso di Ubuntu Server Edition. L’intero documento (pdf – 22 pagine) può essere scaricato da qui.

Dall’indagine appare evidente che il grande mercato enterprise è pronto all’adozione di Ubuntu Server, anche se in quel settore le variazioni di tendenza sono piuttosto lente,  impiegando anche anni prima di una sensibile modifica di percorso.

Novell continua ad accelerare la spinta di SUSE Linux, mentre il dominio di Red Hat è tuttora indiscusso. L’unico produttore di hardware che ha certificato con decisione Ubuntu Server è stato Sun Microsystem mentre Dell, Hewlett-Packard e IBM continuano ad avere un approccio per il momento interlocutorio.

Un punto di forza su cui Canonical ha posto gran parte delle sue aspettative è la piattaforma Landscape, lo strumento di amministrazione remota per server, desktop e laptop. Ricordo che negli anni ‘90 un forte impulso alla diffusione dei server Microsoft fu realizzato con il rilascio del loro SMS (Systems Management Server).

L’Associazione per il Software Libero AsSoLi ha recentemente avviato un’interessante inziativa dal nome Caro Candidato.  La campagna si prefigge di  sensibilizzare i politici ad occuparsi di software libero e libertà digitali, in occasione delle candidature a elezioni pubbliche. La prossima elezione in vista è quella relativa al rinnovo dell’Amministrazione Regionale in Sardegna per il 15-16 febbraio 2009.

Sul sito di Caro Candidato c’è la possibilità, per ciascun politico interessato all’iniziativa, di sottoscrivere un impegno pubblico verso la diffusione del software libero con relativa immediata visibilità agli elettori.

Per i cittadini, invece, è riservata la firma digitale di una petizione online con la quale viene dichiarato il proprio sostegno nei confronti di candidati che promuovono e votano leggi e politiche a favore del software libero e delle libertà digitali.

Tutto il software prodotto dall’Agenzia delle Entrate per le dichiarazioni 2008, scaricabile dal loro sito, viene distribuito unicamente per le piattaforme Windows e Macintosh. Le applicazioni in questione sono messe a disposizione dalla Pubblica Amminstrazione con assistenza guidata e invio telematico, predisposte dall’ Agenzia la quale successivamente invia la ricevuta.

Pertanto il cittadino (o lo studio tecnico commercialista) che volesse usufruire delle ormai indispensabili procedure telematiche per la produzione del modello Unico 2008, IVA, mod. 770, ecc, dovrà necessariamente disporre di un sistema operativo proprietario.

Mi domando: ma chi usufruirà di tale vantaggio, potrà almeno dedurre dalla propria dichiarazione il costo aggiuntivo del Sistema Operativo che la Pubblica Amministrazione costringe ad acquistare? A chi dobbiamo inviare il conto?


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