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Dopo un’intera giornata di lavoro, stasera un eeePc ASUS che avevo in prova sta felicemente eseguendo una perfetta installazione di Ubuntu 7.10 Gutsy.

La configurazione non è stata proprio un passeggiata, ma questa guida è stata di fondamentale aiuto. Ho partizionato l’intero disco SSD, senza creare lo spazio di swap per evitare eccessivi cicli di scrittura. Per lo stesso motivo ho impostato il filesystem come ext2. Per quanto riguarda la wireless, ho installato i driver presenti originariamente nel CD distribuito dalla ASUS, attraverso ndiswrapper e la rete è stata subito rilevata.

Una sola accortezza: disabilitare da gconf-editor i tasti di suspend/hibernate, se non volete corrompere tutto il filesystem.

Qualche perplessità l’ho avuta sul funzionamento della webcam, finchè non mi sono accorto che era disabilitata dal BIOS! La piccola telecamera è installata nel bus usb ed è possibile attivarla/disattivarla come ogni altra porta all’interno del BIOS.

Dopo qualche ritocco alla dimensione dei font, il sistema è completo. Leggerissimo, super-portatile e facile da usare nonostante la piccola tastiera. Con un’installazione standard, l’occupazione del disco è di circa 2.3 GB, lasciando ancora 1.3GB a disposizione dell’utente. Ma con i prezzi crollati sui dischi pen-drive usb (8GB costano circa 30€), questo non rappresenta un problema.

Ubuntu ha dimostrato ancora una volta la sua estrema flessibilità e potenza.

arthed.jpgIn un documento pubblicato la scorsa settimana, la Commissione Europea ha rinforzato le sue precedenti raccomandazioni sull’uso dell’Open Source.

Nel testo si legge che la strategia relativa alle applicazioni a codice aperto è stata adottata lo scorso anno dopo “un’approfondita consultazione interna alla Comunità“. Oltre a dichiarare la sua preferenza per i progetti Open Source, la Commissione Europea ha inoltre deciso che “per tutti gli sviluppi IT futuri e le procedure di approvvigionamento, la Commissione promuoverà l’uso di prodotti che supportino standard aperti e ben documentati”.

L’interoperabilità rappresenta un tema critico per la Commissione, e l’uso di standard aperti rappresenta un fattore chiave per raggiungere tale obiettivo.

(fonte IDABC)

 

Dioniso: il vino

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Foto di Lorenzo Scaramella

Vieni beato Dioniso, nato dal fuoco,
con la fronte di toro,
Bassaro e Baccheo, dai molti nomi, onnipotente,
che ti rallegri delle spade e del sangue e delle sante Menadi,
gridando evoé sull’Olimpo,
Bacco folle, dal suono rimbombante,
con il tirso come lancia, dall’ira profonda,
onorato da tutti gli dei
e dagli uomini mortali, quanti abitano la terra:
vieni, beato, danzante,
portando molta gioia a tutti.

(Inno Orfico a Dioniso)

Non deve stupire quando leggiamo che il primo amore di Dioniso fu un ragazzo. Il racconto del mito supera i limiti dei mortali per rivelarci l’essenza dell’immagine archetipica attraverso i simboli, quindi il dio degli opposti e dell’alterità non potrà mai essere relegato entro il recinto delle umane emozioni. Sebbene Dioniso fosse irresistibilmente attraente per ogni figura femminile fino a trascinarla verso la perdita di ogni inibizione, il suo approccio all’amore fu segnato dall’incontro con Ampelo, un bellissimo fanciullo che viveva tra Satiri e Sileni.

E non poteva essere altrimenti, dato il suo nome (Ampelo dal greco antico Αμπελος, «vite»). I due giovani giocavano insieme sulle rive del fiume Pattolo e Dioniso, a seguito di un sogno che riteneva premonitore, raccomandava sempre ad Ampelo di evitare accuratamente il toro e le sue corna. Un giorno Ampelo, ritrovatosi solo sull’argine del fiume, vide di fronte a sé un gigantesco toro che si abbeverava assetato e decise di sfidare le raccomandazioni di Dioniso. Così lo cavalcò e per qualche attimo sentì un’ebbrezza che nessuna belva gli aveva mai dato; guardò verso la luna e si prese gioco di Selene la quale, infuriata, mandò un tafano a pungere l’animale.

Il toro si innervosì e cominciò a correre e saltare, finché non fece cadere Ampelo e lo incornò a morte. Le lacrime di Dioniso segnarono un evento che avrebbe cambiato la sua natura e la natura del mondo: versò dell’ambrosia sulle ferite di Ampelo, nel tentativo di farlo riavere e si disperò nel pianto. Intorno a sé Eros, i Sileni, Helios e le Ore tentarono di consolarlo, senza successo. Finché giunse Atropo, una delle Moire filatrici del destino, che trasformò il corpo di Ampelo in un tralcio si vite, concedendo una nuova esistenza al ragazzo.

Dioniso colse subito il primo grappolo che nacque dalla pianta e cominciò a spremere gli acini, guardandosi le mani macchiate di rosso. Assaggiò così il nettare sulle sue dita e si accorse che nessun dio aveva in suo potere qualcosa che potesse avvicinarsi a quel liquore misto d’ambrosia. Era ciò che mancava all’esistenza e che il mondo aspettava: l’ebbrezza.

 

openoffice4pu.pngCom’è noto, la conferenza annuale della comunità internazione di OpenOffice si terrà quest’anno a Pechino. Tra i candidati c’era anche la nostra città di Orvieto, che è giunta al secondo posto nelle votazioni di preferenza.

Certo, direte, la Cina è lontana (nonostante il titolo del noto film di Marco Bellocchio). E questo devono averlo pensato anche quelli del Novell Team, che nell’ambito della loro GoOOCon 2008 (Praga - 10-13 Aprile 200 8) hanno deciso di estendere l’invito a tutti gli europei che non avranno modo di raggiungere Pechino per evidenti motivi di distanza.

Inoltre, dicono alla Novell, la conferenza di Pechino avrà un oggetto estremamente ampio, esteso a tutta la comunità, mentre l’incontro di Praga sarà più hacker-oriented. L’evento sarà ospitato dall’organizzazione OpenSuse della repubblica Ceca.

Dioniso: la nascita

dioniso.jpgA Zeus la cadmeia Semele generò un figlio illustre,
unitasi a lui in amore, Dioniso ricco di gioia,
lei mortale un figlio immortale, e ora ambedue sono dèi.
Esiodo (Teogonia, 940-42)
La nascita di Dioniso è molto dibattuta, ma questa sembra essere la versione più comune e accreditata: Zeus, travestito da uomo mortale, ebbe una segreta avventura d’amore con Semele, figlia del re Cadmo di Tebe. Venuta a conoscenza del tradimento, la dea Hera - sotto le sembianze di una vecchia nutrice di Semele - finse di non credere che il padre del bimbo nel grembo della principessa (incinta ormai di sei mesi) fosse proprio Zeus, a meno che la giovane con convincesse il suo amante a rivelarsi nel suo vero aspetto.
Semele seguì quel consiglio e quando Zeus rifiutò di accondiscendere, gli negò il suo letto. Furibondo, il dio allora le apparve fra tuoni e folgori in tutta la sua gloria, tuttavia la visione di tanto splendore uccise la giovane.
Fu allora che Hermes salvò il bambino: lo prese, infatti, e lo cucì in una coscia di Zeus, dove egli poté maturare per altri tre mesi venendo poi alla luce. Per questo motivo Dioniso è detto nato due volte o anche il fanciullo della doppia porta.

Il mito della nascita dalla coscia fa pensare all’invenzione ateniese sul modello della famosa nascita dalla testa: Pallade Atena che balza fuori dal capo di Zeus. Dioniso ha una natura androgina che contrasta con la sua forza generatrice maschile, ma ribadisce il suo essere ambiguo e doppio, l’alterità.

Dioniso è il dio degli opposti: maschio-femmina, bambino/adulto, cacciatore e vittima, dio del fuori, che si sottrae con il suo corteo a ogni strutturato ordinamento civile, mentre preferisce come suo habitat ciò che è senza luogo, come il mare o le radure boscose o la montagna.

 

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QualiPSo è un progetto quadriennale, parzialmente finanaziato dall’Unione Europea: si tratta di un’ambiziosa iniziativa che mira a portare il software open source verso un nuovo livello in Europa e rendere più interessante la competizione con le aziende USA. La sua missione è di “riunire i maggiori players verso una nuova modalità d’uso e diffusione dell’open source software (OSS), incrementando la competitività e l’innovazione delle grandi aziende e dei governi“.

QualiPSo è la più grande iniziativa Open Source finanziata dalla Commissione Europea ed è fondata nell’ambito del sesto programma (FP6) quale parte dell’iniziativa Information Society Technologies (IST). Il progetto è lanciato in sinergia con altre inziative europee quali NESSI e Artemis.

Nell’ambito di QualiPSo figurano anche importanti nomi di aziende e istituzioni italiane come: Engineering Ingegneria Informatica, il Centro di Ricerche di Matematica Pura e Applicata e il il Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio.

Paride gettò le chiavi sul tavolino dell’ingresso e percorse il lungo corridoio a destra fino all’ultima stanza in fondo, la camera da letto. Aprì la cabina-armadio e ne uscì con una grossa valigia color cuoio che distese vuota sul materasso. La guardò qualche istante, mentre considerava che in quel bagaglio non sarebbe entrato tutto il suo guardaroba e gli oggetti cari, quindi occorreva assumere l’atteggiamento necessario a far fronte a penosi momenti di decisione e di rinuncia.
Sospirò e cominciò a riempire la valigia.
Giunto ai cassetti del comodino, aprì l’ultimo in fondo, ne estrasse una foto e si sedette sul bordo del letto osservando l’immagine con nostalgia. Era una vecchia foto in bianco e nero che ritraeva una donna e dagli abiti che indossava doveva risalire forse agli anni cinquanta. La giovane poteva avere non più di vent’anni e dalle falde del cappellino bianco scendevano copiosi boccoli di capelli neri. Gli occhi erano sovrastati da due importanti sopracciglia in un atteggiamento impertinente, come di sfida nei confronti dell’osservatore. Uno sguardo sicuro di sé, come quello di una donna che sapeva affrontare le prove della vita con coraggio e che non lasciava spazio a indecisioni o incertezze.
Le carezzò il volto con un dito e ripose la fotografia con cura in una tasca interna della valigia.
tratto da “La scelta di Paride
.

odf.jpgAnche se i formati aperti sono implementabili da ogni tipo di software (proprietario o libero), sicuramente il software libero GPL impiega solo formati aperti e tra questi OpenDocument, approvato come ISO Standard 26300.

A livello mondiale, l’interesse suscitato da OpenDocument è stato enorme. Negli USA, numerosi Stati stanno annunciando l’utilizzo di questo standard, così come pure il governo Norvegese e i dipartimenti della Comunità Europea, senza parlare della massiccia adozione da parte delle amministrazioni locali (gendarmeria Francese, Municipio di Vienna, Monaco, Haarlem, etc). In Italia, nonostante un D.Lgs del 2003 ne raccomandi l’uso nella Pubblica Amministrazione, sembra che solo alcuni enti territoriali lo stiano pienamente adottando (lodevole, ad esempio, il caso del Comune e della Provincia di Genova).

Con questo documento, la Comunità Europea ne raccomanda l’adozione da parte degli Stati membri.

Attraverso la scelta del formato OpenDocument si ottiene la fondamentale garanzia della durabilità del documento. Con il passare degli anni, infatti, lo standard approvato dall’ISO consentirà comunque sempre la completa leggibilità e interoperabilità del documento.

Un rapporto del Gartner Group dello scorso anno dichiara che entro il 2010 metà degli enti pubblici a livello mondiale potrebbe richiedere OpenDocument, e raccomanda esplicitamente a utenti e amministratori di sistema la sua adozione.

Carboni non poteva avere dubbi: si trattava della planimetria del chiostro interno della Facoltà, un tempo appartenente all’antico convento, con il suo pozzo centrale e il piano seminterrato sottostante la costruzione di cui Carboni non era nemmeno a conoscenza. Era un documento sicuramente interessante anche dal punto di vista storico ma cosa se ne faceva Finzi? Inoltre, aveva messo lui quel segno rosso con la penna? Ma, soprattuto, perché la planimetria era nascosta così accuratamente? Quel segno rosso apposto in prossimità di una porta del seminterrato era quasi certamente stato disegnato da Finzi.
Prese il foglio, lo ripiegò con cura e lo infilò tra le pagine di un quaderno dentro la sua borsa. Aveva ancora una mezz’ora prima dell’inizio della lezione e nonostante il cielo minaccioso e carico di nubi, quella mattina non pioveva perciò Carboni decise di fare una passeggiata giù al chiostro prima di salire in aula.
Percorse così tutto il cortile posteriore che era più basso del piano stradale di via Eudossiana e risalì una rampa di scale, fino a trovarsi a fianco dell’ingresso al chiostro. Superata la porta a vetri sulla destra, si trovò subito sotto il meraviglioso porticato cinquecentesco, percorso da un via vai di studenti e professori. Carboni camminò lentamente, cercando di osservare meglio quel luogo nonostante l’avesse frequentato ormai per lunghi anni.
Guardò con attenzione le stupende colonne che sorreggevano gli archi dei portici sui cui capitelli erano impressi gli stemmi Della Rovere, il lastricato, i disegni, ma inesorabilmente lo sguardo tornava sempre al centro del portico: il pozzo. Non ricordava di averci mai fatto molta attenzione ma il pozzo era situato sul punto centrale di un perfetto ottagono regolare disegnato da una pavimentazione in mattoncini bianchi; dalla metà di ogni lato dell’ottagono, poi, partivano dei lunghi raggi realizzati con le stesse piastrelle bianche che congiungevano il pozzo con il porticato. Visto dall’alto doveva sembrare un sole che splendeva al centro del chiostro.
tratto da: “L’intimo colloquio
.

Blackberry e Ubuntu

La politica protezionista di Research In Motion (RIM) sul proprio telefono Blackberry non è riuscita ad ostacolare la professionalità degli sviluppatori opensource. Il progetto Barry è già in una fase di sviluppo interessante.

Scaricando dal sito sourceforge di Barry (ci sono le versioni per ubuntu) le ultime release di :

  • libbarry
  • barry-util
  • barrybackup-gui

e installando i relativi tre pacchetti nell’ordine indicato, si potrà accedere al programma

barrybackup

che consentirà il backup e il restore dell’intero contenuto del telefono. I dati verranno salvati nella cartella ~/.barry. Purtroppo nel pacchetto non viene distribuito i file .desktop, quindi per fare partire il programma si deve digitare barrybackup dal terminale oppure inserirlo tramite il Menu Editor.

Per quanto riguarda la sincronizzazione dei contatti e del calendario con un programma esterno, gli sviluppatori stanno lavorando sulla libreria libopensync-plugin-barry.

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