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open Forse la risposta più ovvia è: perchè è libero!
Abbiamo sentito alcune volte le laceranti e sdegnose grida allo scandalo da parte di Microsoft, sostenendo che questo o quel progetto Open Source viola i loro diritti di copyright. Ma chi può dirlo? La metà del codice di Microsoft potrebbe benissimo essere stato spudoratamente incollato da un progetto open source e messo in vendita sotto le spesse coltri del copyright, offuscato dalla loro politica chiusa e proprietaria, e nessuno potrebbe avvedersene.

Codice chiuso significa segretezza, bugie, elusione. Significa nascondere ciò che si è scritto e cercare di ingannare tutti lasciando loro credere che nessun altro possa essere in grado di scriverlo.

Open Source è libertà. Parla di verità, di comunicazione e di palese manifestazione del codice. Nessun raggiro può nascondersi attraverso la cristallina limpidezza dell’esposizione dei sorgenti.

Prima parte

Seconda parte

Da ” Ekata”

In quel mentre si aprì la porta della sala ed entrò un uomo che trasportava numerosi rotoli di pergamena sotto il braccio. Chinò il capo e disse:
«Chiedo scusa, mio signore, se ti ho interrotto. Volevo farti vedere i disegni del tuo nuovo carro reale».
«Vieni avanti, fammi vedere».
L’uomo apri alcuni fogli davanti a Sunirgata, aggiungendo:
«Con questo nuovo giunto sulle ruote, solo il vento sarà più veloce del tuo carro!».
Sunirgata alzò lo sguardo verso Kanak e disse:
«Tu puoi andare ora, Kanak. E ricordati di quello che ti ho detto».
Il vecchio si alzò e un inserviente lo prese sottobraccio per accompagnarlo fuori. Si inchinò per salutare e aggiunse fra sé:
«Eppure c’è qualcosa di più veloce del vento…».
Mentre camminava verso l’uscita e stava quasi per superare la soglia, Sunirgata lo chiamò ad alta voce:
«Kanak!… Cosa c’è di più veloce del vento?».
Il vecchio si fermò un istante. Poi, senza voltarsi guardando sempre verso l’alto, disse:
«Il pensiero, Sunirgata, anche quello di un bambino» poi proseguì a camminare e uscì dalla sala.

tratto da “Ekata”

indexopensign.jpgUn’altra ragione per cui apprezzo l’Open Source è perchè si tratta di un vasto ed enorme movimento. Milioni di milioni di linee di codice, milioni di milioni di ore/uomo, tutto in piena libertà per essere usato da persone innovative e produttive.

Questa cosa ha un incredibile e non misurabile impatto sul mondo del software e - per estensione - anche su tutti gli altri settori industriali.

L’Open Source è basato su un paradigma principale che ignora il denaro, ignora i profitti e si comporta in maniera tale da apparire completamente irrazionale agli economisti classici. L’idea che esista qualcuno con il desiderio di lavorare su base volontaria per veder materializzare qualcosa a beneficio di molti, manda completamente all’aria i più fondamentali assiomi dell’economia positivista.

Il fatto che il codice sia a disposizione di tutti, liberamente, lascia sempre perplesso il business-man impreparato sulla materia, abituato a misurare gli oggetti in base al loro prezzo. E quando un imprenditore salta sulla sedia nel momento in cui gli proponete la fattura relativa al vostro supporto fornito per la manutenzione e/o l’installazione di un software Open Source, non abbiate timore a evocare Nietzsche:

“Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore.”

 

 

apollo_saurocton_louvre.jpgUn giorno Apollo notò la principessa Coronis mentre si lavava i piedi sulle rive di un lago, e subito la desiderò. Per il dio figlio di Leto il desiderio era un’emozione improvvisa che rischiava di legarlo agli umani, e di cui doveva liberarsi rapidamente. Scese su Coronis e la prese d’impeto, come lo scoccare di un dardo.

A differenza di Dioniso, per Apollo l’incontro di due corpi non poteva essere un assorbimento o una mescolanza: doveva necessariamente trattarsi di un urto essendo egli un dio che si fondava sul distacco dagli umani, come pure Atena e Artemis.

Apollo lasciò poi una strana creatura, un corvo dalle piume bianche come la neve, a custodire l’amata Coronis. Dopo poche settimane la donne si accorse di essere incinta, ma nel frattempo fu attratta da uno straniero che veniva dall’Arcadia e che si chiamava Ischys (in alcuni testi questo personaggio è assimilato a Teseo). Il corvo vide la principessa che si concedeva a Ischys e subito volò a Delfi per informare il suo padrone dell’accaduto.

Apollo divenne una furia: la sua corona d’alloro cadde nella polvere e trasformò le piume del corvo in un nero come la pece. Poi si rivolse alla sorella Artemis, chiedendole di vendicarlo e di uccidere Coronis. Non è la prima volta che Artemis viene invocata come artefice della vendetta di un dio: lo stesso fece Dioniso quando le chiese di uccidere Arianna.

La freccia di Artemis si conficcò nel petto di Coronis la quale, ormai morente, sussurrò ad Apollo di avere suo figlio in grembo. Allora il dio tentò invano di rianimarla ma quando il corpo della principessa fu steso sul rogo e il fuoco fu appiccato, le fiamme si aprirono davanti alla mano di Apollo che estrasse dal ventre di Coronis suo figlio, Asclepio, colui che guarisce.

Di Coronis perciò non rimase che un mucchio di cenere, e la stessa sorte toccò molti anni dopo anche a suo figlio Asclepio che aveva osato riportare in vita un morto, provocando l’ira di Zeus che lo folgorò. Quell’unica volta, Apollo pianse.

5 x 1000 a Peter Pan

157.jpg5 x 1000 a Peter Pan.
La tua firma è parte della cura.

Scegli di devolvere il 5 x 1000 all’Associazione Peter Pan Onlus. Con la tua firma permetterai di continuare ad accogliere nelle Case dell’associzione i bambini onco-ematologici non residenti a Roma insieme alle loro famiglie. A te non costa nulla, a loro fai un regalo grande. Grande come una Casa.

Nella tua dichiarazione dei redditi (Modello CUD, 730/1 e UNICO) firma nel riquadro dedicato alle “Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 460 del 1997)”, e riporta nell’apposito spazio il Codice Fiscale dell’Associazione Peter Pan Onlus:

97112690587

La scelta è complementare e non alternativa a quella per l’8 x 1000, e può essere effettuata anche da chi è dipendente o titolare di pensione.

schermata.pngProseguono le mie sperimentazioni sull’eeePC (prima parte qui).

Dopo qualche giorno di prove sotto stress, mi sono dovuto arrendere all’evidenza della scarsa durata della batteria: non più di 2 ore! Purtroppo l’eeePC nasce per la mobilità e la connettività in movimento, e se il supporto dell’alimentazione è così scarso, si rischia di vanificare ogni utilità. Uscendo la mattina con l’eeePC nella borsa, le due ore messe a disposizione sono veramente troppo poche.

Sono riuscito a guadagnare ulteriori 30 minuti sulla durata con i seguenti accorgimenti, consigliati dalla documentazione di powertop:

  • aumentare l’intervallo in cui pdflush si attiva per scrivere sul disco;
  • abilitare il timer ad alta risoluzione hpet in luogo di RTC;

Queste le istruzioni:

Aprire un terminale e digitare:

sudo gedit /boot/grub/menu.lst

Cercare la linea che riporta:

#defoptions=quiet splash

e aggiungere:

 #defoptions=quiet splash force-hpet

Salvare il file e digitare, nel terminale:

suo update-grub

Dal terminale:

sudo gedit /etc/sysctl.conf

Aggiungere la linea:

vm.dirty_writeback_centisecs=1500

Salvare e riavviare il sistema.

Perchè Open Source?

open2.jpgNon so (e probabilmente non saprò mai) chi ha scritto Microsoft MovieMaker, ma conosco con certezza i nomi degli autori di Audacity Sound Editor. E so anche che nel momento in cui ne avessi bisogno, posso inviare loro una mail, o trovarli in chat su un canale irc per chiedere quali sono i futuri piani per le prossime versioni e le nuove funzioni che stanno implementando.

Questo non potrò mai farlo con un software proprietario a codice chiuso.

Ma c’è dell’altro. Se gli autori di cui parlavo prima non avessero nei loro piani l’inserimento della specifica caratteristica di cui ho bisogno, potrei parlare con altri sviluppatori meno impegnati al momento, sostenere l’utilità della nuova funzione e stimolarli alla scrittura del codice a beneficio della comunità. Se avessi a disposizione un’azienda con un gruppo professionale di sviluppo, chiederei loro di aggiungere le funzioni di cui la nostra società ha bisogno e di metterle poi a disposizione di altri, affinché prosegua la diffusione di un codice sempre più evoluto e robusto.

E certamente, alla fine, non sarebbe mai un software che impone scelte di altri applicativi non liberi, oppure che reclama un diritto d’uso privato e proprietario ma - soprattutto - sarebbe un software che mi offre la libertà di controllare le azioni che sto effettuando sulla mia macchina e sui miei dati senza dover necessariamente farmi sentire passivo schiavo di un codice di cui non potrò mai conoscere il funzionamento, davanti a una schermata blu contenente un’incomprensibile cascata di stringhe esadecimali.

OpenSource 2008 a Trento

een.pngIl 16 maggio 2008 si svolgerà a Trento, presso la sede della Facoltà di Economia, la seconda edizione dell’incontro internazionale sulle tecnologie Open Source.OpenSource 2008, organizzato da Trentino Sviluppo in collaborazione con SPIN, vedrà nuovamente coinvolti imprenditori e rappresentanti di enti di ricerca, istituzioni pubbliche e private che si incontreranno al fine di creare nuove collaborazioni nel campo del software libero, delle sue applicazioni nella ricerca e sviluppo, della realizzazione di prodotti e servizi per il mercato.

OpenSource 2008 si terrà in concomitanza con CONFSL 2008, la seconda conferenza nazionale sul Software Libero.

Per ulteriori informazioni (descrizione dettagliata dell’evento, destinatari, scadenze e modalità di iscrizione) si rimanda a questo sito.

munich.jpgIl passaggio di tutti i sistemi IT verso l’Open Source e gli standard aperti ha consentito al consiglio comunale della città di Monaco di risolvere tutti i problemi delle applicazioni software e delle loro dipendenze peculiari dal sistema operativo.

Florian Schiebl, vice-direttore dell’IT del comune, ha recentemente presentato al Consiglio i risultati della migrazione verso GNU/Linux aggiungendo che il futuro dei sistemi IT del Comune sarà rivolto verso le applicazioni web-based e indipendenti dalla piattaforma. La migrazione a Linux - ha aggiunto - è la strada migliore per garantire questa indipendenza.

La città di Monaco ha scelto LiMux, una versione personalizzata della distribuzione Debian. Tale versione offre all’utente una ambiente desktop KDE, OpenOffice, Thunderbird, Firefox e GIMP. Attualmente circa 1000 desktop stanno girando con LiMux, mentre altri 6000 stanno già adottando OpenOffice per l’ambiente ufficio, in attesa del completamento della migrazione.

Fonte: IDABC

 

peter.jpgOggi sono stato a trovarli, gli angeli dell’Associazione Peter Pan ONLUS, in via S. Francesco di Sales a Roma. E seppure in un paio d’ore abbiamo parlato di famiglie distrutte dal dolore della malattia, di bambini travolti da uno spietato e ingiusto destino, quando sono uscito ho provato in me una sensazione di arricchimento spirituale e di umana pienezza. È un lavoro difficile, quello dei volontari dell’associazione, ma se non ci fosse per queste famiglie sarebbe il buio più completo.

Nella casa di Peter Pan vengono ospitati i bambini e i familiari per tutta la durata delle cure dei loro figli presso l’ospedale. Nelle aree comuni possono cucinare, mangiare e passare il tempo insieme, venendosi così a creare una solidarietà collettiva tra gli ospiti che mantiene aperta una finestra sulla vita.  Sono infatti questi i momenti in cui un genitore viene colto da una comprensibile cieca disperazione che rischia di annientare la propria volontà e la speranza di vivere.

Ecco allora che interviene l’Associazione Peter Pan che accoglie queste famiglie, mettendo a loro disposizione una casa comune in cui possono trascorrere i periodi di cura accanto ai loro piccoli senza dover affrontare le impossibilità economiche che in taluni casi diventano insormontabili. In questi spazi possono vivere confortati da un’assistenza mossa soltanto da sincere espressioni di solidarietà, ricreare l’ambiente familiare anche durante la sofferenza e, soprattutto, costruire la speranza.

La Casa di Peter Pan (quella che ho visitato a Trastevere) è riservata all’accoglienza dei bambini ricoverati presso il reparto di Oncologia dell’Ospedale Bambino Gesù e vicino a questa struttura ne esiste un’altra inaugurata lo scorso novembre per ampliare l’ospitatilità delle famiglie che provengono da questo Ospedale. In Via di Vigna Fabbri c’è invece la Seconda Stella di Peter Pan che è dedicata all’accoglienza dei bambini onco-ematologici del Policlinico Umberto I°. Esistono quindi tre “case” a supporto di due ospedali romani.

peter2.jpgSe non ci fosse la Casa di Peter Pan, questi bambini vivrebbero in una corsia d’ospedale per tutto il tempo delle terapie; i loro genitori dormirebbero nelle macchine parcheggiate sulle pendici del Gianicolo; i fratellini sarebbero lasciati a casa alla cure di chi può o di chi vuole occuparsi di loro. La Casa di Peter Pan è un porto sicuro nella tempesta della malattia, dove ritrovare calma, serenità e affetti.

È per questi motivi che, scoprendo l’esistenza di tali persone, oggi sono uscito arricchito dal loro incontro. Ed è per questi motivi che ho deciso di devolvere tutti i diritti di vendita del mio libro La Valle di Àtopon a favore dell’Associazione Peter Pan ONLUS. La Valle di Àtopon rappresenta una storia di adolescenti alla ricerca di una soluzione d’amicizia e d’amore. Mi auguro in tal modo che tutti i giovani a cui verrà presentato il libro possano partecipare alla solidarietà dei volontari dell’Associazione e aggiungere un contatto a coloro che soffrono, al fine di concorrere alla realizzazione di una coscienza sociale sempre più ampia.

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