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Modernariato informatico

Con l’aiuto di Andrea De Prisco sono recentemente tornato in possesso di tutti i miei articoli tecnici pubblicati nel periodo 1982-1989 sullo storico mensile MC-Microcomputer.

Il periodico ha rappresentato una delle prime riviste di informatica in Italia, dedicando ampi spazi alle prove dei nuovi hardware in commercio nonchè alle più innovative (per l’epoca) tecnologie software.

Ho pensato di condividere con i lettori del blog uno dei miei articoli: la prova tecnica del computer Sharp MZ-800 di giugno 1985.

I meno giovani ricorderanno certamente il clima pionieristico di sperimentazione di quegli anni. Questo computer, con la sola memoria di massa rappresentata dal registratore a nastro e dai due  floppy disk da 5″ (opzionali) era venduto, 25 anni fa, al sorprendente prezzo di Lire 3.490.000 (oltre tre milioni!).

Potete scaricare l’articolo in PDF da questo link. Buona lettura.

Il tempo dell’anima

Il Centro Studi Mythos – Istituto di Piscoantropologia Simbolica – organizza una serie di eventi sul tema Il tempo dell’anima, a Bracciano di Roma.

Gli uomini di oggi, regolati dall’orologio meccanico che scandisce la loro vita, spingendoli a correre dietro a mille compiti e/o desideri, si sentono travolti dagli avvenimenti, consumati dal tempo tiranno che sembra sospingerli verso il nulla. Eppure sentono il bisogno di un altro tempo, il tempo sacro della festa, dell’eterno ritorno e di meditare sul senso della vita nell’universo, sul rapporto tra essere e tempo del divenire.

Il Centro Studi Mythos propone una riflessione sui temi che attraversano la vita dell’umanità e la rivisitazione di opere e luoghi testimoni della storia dell’uomo.

Questo il calendario:

  • 27/28 febbraio 2010Sir Gawain e il Cavaliere Verde – Ermeneutica di un racconto iniziatico
  • 20/21 marzo 2010Poeticamente abita l’uomo

Per i dettagli sul programma e le modalità di iscrizione visitate questa pagina.

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Christopher Tozzi, l’abile redattore del portale WorksWithU, ha recentemente pubblicato un interessante articolo su Baobab (Disk Usage Analyzer), evidenziando attraverso i suoi commenti la semplicità d’uso e l’indiscussa utilità dello strumento grafico di analisi dello spazio su disco per sistemi Gnome.

Da marzo 2010 Jane Silber (attualmente COO) assumerà l’incarico di CEO in Canonical. Questo è quanto ha annunciato ieri Mark Shuttleworth, specificando invece che il suo impegno nella società sarà da quella data completamente indirizzato verso la ricerca di partnership, definizione del prodotto e clienti.

Jane Silber è in Canonical fin dal 2004 e ha ricoperto numerose funzioni prima di arrivare a quella di COO. Laureata negli Stati Uniti e specializzata in MBA a Oxford, ha iniziato la sua carriera come sviluppatrice di software.

Shuttleworth ha dichiarato che questo cambio al vertice della società non influenzerà minimamente gli obiettivi e i percorsi già delineati, se non definire con maggiore chiarezza la netta separazione tra il ruolo di CEO di Canonical e quello di leader della comunità di Ubuntu. Mark infatti continuerà ad assicurare la sua presenza all’interno del Community Council e del Technical Board.

L’ultima release del client email open source Mozilla Thunderbird includerà codice sviluppato dalle Forze Armate francesi. Il coinvolgimento del Ministero della Difesa francese con i sorgenti del programma di email è iniziato già nel 2006 quando furono stabiliti i nuovi requisiti per la sicurezza di Thunderbird.

Le principali modifiche donate dai militari francesi riguardano caratteristiche di sicurezza quali la notifica di consegna e l’incremento delle opzioni di firma dei messaggi. “Tali modifiche consentono di conoscere con certezza quando un messaggio è stato letto, rappresentando questa una peculiarità fondamentale per un’organizzazione di comando e controllo” ha detto David Ascher, chied executive di Mozilla Messaging, in un’intervista a Reuters.

Per le Forze Armate francesi l’uso di Thunderbird è oggi obbligatorio ed è installato su oltre 80.000 desktop militari. Altri ministeri e dipartimenti hanno seguito l’esempio delle Forze Armate, e Thunderbird è oggi usato anche dal Ministero delle Finanze, dal Ministero degli Interni e dal Ministero della Cultura.

Fonte: OSOR News

Ieri (6 novembre 2009) è andata in onda su Neapolis un’intervista a Flavia Weisghizzi (ubuntu-it), in occasione della recente uscita di Ubuntu 9.10 (Karmic Koala):

Ieri sera alle 19.00 la trasmissione Caterpillar di Radio 2 RAI ha annunciato l’imminente rilascio di Ubuntu 9.10 Karmic, con un divertente intervento di Marco Ardemagni.

Ascolta il podcast qui sotto:






Ho installato la Release Candidate di Ubuntu 9.10 Karmic e ho avuto la conferma dei sospetti nati dalla lettura di tutte le discussioni degli sviluppatori nei mesi scorsi: ubuntu ha perso un’altra occasione per presentarsi come degno sostituto di Microsoft nei desktop aziendali.

Attualmente, in qualsiasi azienda di qualunque dimensione, un PC desktop deve essere in grado di:

  • autenticarsi in single-sign-on su Active Directory e dominio (generalmente Windows);
  • leggere il profilo assegnato e di conseguenza condividere le relative risorse di rete;
  • collegarsi con successo a un Exchange Server (almeno versione 2007);
  • condividere il calendario e le note con gli altri utenti;

Inoltre, se l’azienda è di maggiori dimensioni, eseguire un client SAP. Solo riuscendo a cogliere questi obiettivi si potrà cominciare a sostituire il desktop Microsoft con un desktop Ubuntu. In quelle aziende che già usano (poco) un desktop Linux, hanno installato SUSE che risolve almeno il 90% dei punti elencati, nativamente e di default.

Nessuno ha lavorato su questi argomenti per ubuntu karmic!

  • Però abbiamo delle bellissime notifiche OSD (on-screen display) che ci dicono istantaneamente “Pippo è online” se abbiamo in esecuzione un client di Instant Messaging (indispensabile per la produttività);
  • però abbiamo Empathy (non si capisce perchè), un nuovo Instant Messenger che ci mancava tanto. Pidgin funziona meglio e sul mio portatile  Empathy non importa gli account;
  • però abbiamo GRUB2 che funziona esattamente come GRUB1 tranne che il sistema di configurazione è stato rivoluzionato per confondere le idee e ora tocca studiare tutto di nuovo;
  • però abbiamo ext4 che consente la gestione di filesystem da 248 blocchi di disco (sapete quanto fa 2 moltiplicato 48 volte per se stesso? un ExaByte!);
  • però abbiamo il nuovo tema. Nuovo? Vedo sempre il magistrale colore fecal-ubuntu…

Mi viene da pensare a un grande capo indiano. Per almeno altri 6 mesi Ubuntu rimarrà nelle nostre case, o nelle aziende mono-dipendente.

IBM e Canonical hanno annunciato un prodotto congiunto (disponibile dal 2010) dal nome Ibm Client for Smart Work on Ubuntu, realizzato sulla struttura di Ubuntu 9.10. Per le applicazioni di natura office, il package impiegherà la piattaforma Open Collaboration Client Solution (OCCS) di IBM, che comprende Lotus Symphony (la risposta IBM a Microsoft Office) e Lotus Notes per e-mail e groupware.

Sarà possibile impiegare il nuovo client IBM basato su Ubuntu sia come un desktop tradizionale, che come un desktop virtualizzato. In questo secondo caso, i desktop saranno erogati da server/blade equipaggiati con la piattaforma di virtualizzazione VERDE di Virtual Bridges.

VERDE è una piattaforma VDI (Virtual Desktop Infrastructure) che supporta fino a un milione di utenti per cluster di 10mila macchine, ed è altamente scalabile consentendone l’uso anche su una singola macchina server.

La soluzione su cui IBM sta fortemente impiegando risorse, è proprio quella virtualizzata.  Bob Sutor, VP IBM per Linux e Open Source, ha recentemente dichiarato: “Anzichè posizionare il client IBM come una semplice soluzione sostitutiva degli attuali desktop, IBM sta cercando di creare una struttura più focalizzata sull’usabilità, l’apertura e la sicurezza attraverso un percorso che transiti per il cloud computing, nei settori di mercato previsti. Linux, come base del desktop, è una scelta pragmatica“.

Questa soluzione non è indirizzata al mercato consumer, ma a quello business. In particolare, IBM si rivolge alle aziende che necessitano di un’economica alternativa a Windows per tutti i compiti di produttività, email, browser e collaboration.

Foto di Lorenzo Scaramella

Ade - Foto di Lorenzo Scaramella

Riporto qui un brano tradotto da un articolo di Anton Armbruster, atipico psicologo di New York, con il quale mi sento di condividere pienamente l’orientamento.

La notizia della prossima pubblicazione del Libro Rosso di Jung ha provocato in me una lunga riflessione dalla quale emergo convinto che la diffusione pubblica dei contenuti di tale documento possa rappresentare ancora un’altra rievocazione dello stupro di Persefone, in un momento in cui dovremmo, forse, distogliere lo sguardo dalle sue pagine in segno di rispetto.

In una versione del mito greco, Ade (Plutone), rapisce la giusta Persefone mentre era nei campi a raccogliere presumibilmente violette. In un inno omerico, tuttavia, il fiore raccolto non era la viola, ma il narciso. In questa rivisitazione della storia, la perdita dell’innocenza di Persefone, mentre camminava da sola in un momento privato tra i narcisi, fu adombrata dalle violente ossessioni di Ade con le sue proprie esigenze e la totale mancanza di pudore, empatia e moralità.

Nell’uomo moderno, attraverso gli strumenti di internet (Facebook, Twitter, ecc.), è apparentemente in crescita l’esigenza profondamente narcisistica di annunciare al mondo l’attività di altri, entrando senza alcuna delicatezza nell’intimo della vita altrui. Le tendenze culturali di trasportare nel pubblico le attività private, compreso l’uso dei telefoni cellulari, l’incremento dei “reality” in televisione, la presenza del cybersex su internet e i bruschi atteggiamenti verso la proprietà intellettuale, sono del tutto simili a una rinnovata e inesorabile necessità di Ade di soddisfare i suoi appettiti, senza riguardo per la dignità di Persefone nè per la lunga e disperata ricerca di Demetra nei confronti della figlia rapita.

Sempre di più, la capacità di ascoltare profondamente soccombe di fronte alla necessità di parlare ad alta voce e di pretendere di essere ascoltati. La fiducia nell’accettare il consiglio di qualcuno è scossa dalle voci insistenti di  presunti esperti. Il quieto tempo della beata solitudine e della contemplazione viene sostituito da voraci appetiti per la stimolazione continua: una generale gestione della nevrosi.

Mentre ogni scritto di Jung solleva l’interesse di un pubblico impaziente e appassionato, in questo caso sono del parere che si tratti della manifestazione di un appetito plutoniano di scavare in quello che Jung intendeva mantenere privato. Potrebbe cioè trattarsi della ripetizione dell’archetipo dello stupro di Persefone? Nella nostra zelante ricerca della conoscenza, non staremo forse perdendo più di ciò che si andrebbe a guadagnare? Non ci sono cose che dovrebbero essere lasciate avvolte nel silenzio del loro incontaminato innocente destino?

Il Libro Rosso contiene, a mio avviso, qualcosa che Jung intendeva mantenere separato dal suo scambio con il pubblico.

E noi dovremmo onorare tale desiderio.

(Anton Armbruster)

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